Scadenze della formazione sulla sicurezza: come non perdere i rinnovi

Tenere sotto controllo le scadenze della formazione sulla sicurezza è una delle attività più insidiose per chi gestisce il personale: gli attestati scadono in momenti diversi, ogni ruolo segue regole proprie e basta una dimenticanza per trovarsi scoperti durante un'ispezione. Per chi si occupa di HR, per l'RSPP e per i responsabili della conformità, monitorare i rinnovi non è una formalità: ha conseguenze dirette, sul piano legale e su quello operativo.
Mantenere aggiornate le competenze del personale serve a garantire la continuità operativa e a tutelare sia le persone sia l'azienda. Vediamo quali scadenze presidiare e come tenerle sotto controllo senza affidarsi alla memoria o a fogli sparsi.
La formazione sulla sicurezza obbligatoria
Il Testo Unico sulla Salute e Sicurezza sul Lavoro (D.Lgs. 81/08) stabilisce l'obbligo tassativo per il datore di lavoro di assicurare che ciascun lavoratore riceva una formazione sufficiente e adeguata in materia di salute e sicurezza. Questo percorso formativo si articola in una sezione di carattere generale, comune a tutti i settori economici, e in una sezione di formazione specifica, strettamente legata ai rischi effettivi associati alle mansioni e al macrosettore di appartenenza dell'azienda (definito in base ai livelli di rischio basso, medio o alto identificati dai codici ATECO).
La formazione deve essere erogata all'atto dell'assunzione, in concomitanza con un eventuale trasferimento o cambiamento di mansioni, e ogniqualvolta l'introduzione di nuove attrezzature o tecnologie modifichi la mappa dei rischi aziendali.
Durata e scadenze della formazione sicurezza
I tempi, la durata e le modalità dei corsi obbligatori sono definiti dagli Accordi Stato-Regioni, da ultimo aggiornati con l'Accordo del 17 aprile 2025. La formazione generale ha una durata standard di 4 ore e non prevede una scadenza, configurandosi come un credito formativo permanente per il lavoratore.
Al contrario, la formazione specifica varia in base al livello di rischio aziendale.
Rischio basso: durata minima di 4 ore.
Rischio medio: durata minima di 8 ore.
Rischio alto: durata minima di 12 ore.
Tutti i corsi di formazione specifica sono soggetti all'obbligo di aggiornamento periodico quinquennale della durata minima di 6 ore, indipendentemente dal livello di rischio del macrosettore.
Le scadenze della formazione per ruolo
La conformità normativa richiede un monitoraggio differenziato a seconda delle figure previste dall'organigramma della sicurezza aziendale. Ciascun ruolo è infatti associato a scadenze e monte ore differenti per i relativi corsi di aggiornamento.
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS): l'aggiornamento è annuale. La durata è di 4 ore all'anno per le aziende che occupano tra i 15 e i 50 dipendenti, e di 8 ore all'anno per quelle con più di 50 lavoratori.
Addetti al primo soccorso: il corso di aggiornamento deve essere effettuato con cadenza triennale, focalizzandosi in particolare sulle capacità pratiche di intervento.
Addetti antincendio: anche per gli addetti antincendio l'aggiornamento è quinquennale, a prescindere dal livello di rischio (D.M. 2 settembre 2021). A variare è solo il monte ore: 2 ore per il livello 1, 5 ore per il livello 2 e 8 ore per il livello 3.
Dirigenti e preposti: per i preposti l'aggiornamento è oggi biennale e dura almeno 6 ore, da svolgere interamente in presenza (Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025, che ha sostituito la precedente cadenza quinquennale). Per i dirigenti l'aggiornamento resta invece quinquennale, anch'esso di 6 ore.
Cosa rischia l'azienda con la formazione scaduta
L'omissione o il mancato aggiornamento della formazione obbligatoria espone il datore di lavoro e i dirigenti a gravi conseguenze sul piano sanzionatorio e legale. Dal punto di vista penale, l'art. 55 del D.Lgs. 81/08 prevede l'arresto da due a quattro mesi o l'ammenda pecuniaria per la mancata formazione di ciascun lavoratore.
Sul piano civile ed economico, inoltre, le conseguenze possono essere rilevanti.
Sospensione dell'attività imprenditoriale: disposta dagli organi di vigilanza (Ispettorato del Lavoro, ATS/ASL) qualora si riscontri l'impiego di personale non formato.
Ripercussioni in caso di infortunio: se un lavoratore subisce un infortunio e la sua formazione risulta scaduta, l'INAIL può esercitare il diritto di rivalsa nei confronti dell'azienda, richiedendo il rimborso di tutte le spese mediche e delle indennità erogate.
Impatto sui requisiti d'appalto: per le imprese che operano sul campo, l'irregolarità formativa determina una perdita immediata di punteggio, incidendo direttamente sulla conformità contrattuale e sulla capacità di operare in contesti regolati da meccanismi complessi come la patente a crediti e badge di cantiere.

Come monitorare le scadenze della formazione
Gestire lo scadenziario della sicurezza con fogli Excel o faldoni cartacei aumenta la probabilità di errori, soprattutto nelle organizzazioni più articolate o con un alto ricambio del personale. Digitalizzare il processo è il modo più efficace per non perdere il controllo delle scadenze.
Una piattaforma centralizzata permette alla direzione HR e ai responsabili della sicurezza di archiviare gli attestati e tenere sotto controllo tutte le scadenze in un'unica vista, con promemoria automatici che avvisano in anticipo dei rinnovi in arrivo.
La gestione della formazione si intreccia con gli altri processi legati alla salute dei dipendenti. Quando una persona rientra dopo un'assenza per malattia superiore a 60 giorni, ad esempio, l'ufficio HR deve verificarne l'idoneità tramite la visita di rientro del medico competente, come previsto dal Testo Unico.
Avere scadenze formative e gestione delle presenze nello stesso ambiente aiuta inoltre chi pianifica i turni a sapere in anticipo quali corsi stanno per scadere, così da programmare i rinnovi senza rallentare l'operatività. Una gestione centralizzata e tracciata delle competenze offre un quadro chiaro e documentabile in sede di ispezione e riduce in modo concreto il rischio di dimenticanze.
Scadenze formazione sicurezza: FAQ
Ogni quanto va aggiornata la formazione sulla sicurezza?
La formazione specifica dei lavoratori (rischio basso, medio e alto) va aggiornata ogni 5 anni con un corso di almeno 6 ore. Le altre figure seguono cadenze proprie: l'RLS si aggiorna ogni anno, gli addetti al primo soccorso ogni 3 anni, gli addetti antincendio ogni 5 anni e i preposti ogni 2 anni.
Cosa succede se un corso è scaduto?
Se un corso di formazione è scaduto, il lavoratore non è tecnicamente abilitato a svolgere le mansioni associate a quel rischio specifico. In caso di ispezione o infortunio, l'azienda viene considerata inadempiente, con conseguente attivazione delle sanzioni penali e civili a carico del datore di lavoro.
La formazione del preposto va aggiornata?
Sì, ed è una delle scadenze cambiate di recente: con l'Accordo Stato-Regioni del 17 aprile 2025 l'aggiornamento del preposto è passato da quinquennale a biennale, con durata minima di 6 ore da svolgere in presenza. È quindi tra le scadenze da monitorare con più attenzione.
Chi è responsabile della formazione dei dipendenti?
Il datore di lavoro è il soggetto legalmente e penalmente responsabile dell'erogazione, dell'adeguatezza e del costante aggiornamento della formazione sulla sicurezza dei dipendenti. Si tratta di un obbligo inderogabile che non può essere delegato in toto, lasciando in capo al vertice aziendale la responsabilità della vigilanza e della conformità.

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