Maxi-deduzione e incentivi assunzioni 2026: cosa conviene alle PMI

Decidere di ampliare l'organico è prima di tutto una scelta di budget. Per una PMI, assumere senza valutare in anticipo l'impatto fiscale e contributivo significa caricarsi di un costo che erode i margini più del necessario. Nel 2026 il quadro normativo mette a disposizione delle imprese due leve che, usate insieme, abbassano in modo concreto il costo di una nuova risorsa: la maxi-deduzione del costo del lavoro e un gruppo di esoneri contributivi mirati.
Queste agevolazioni, se cumulate correttamente, permettono di inserire nuove risorse a tempo indeterminato abbattendo drasticamente l'imponibile fiscale e i versamenti INPS. L'obiettivo di questo articolo è fornire a titolari d'impresa e responsabili amministrativi una guida pratica per calcolare il reale ritorno sull'investimento delle nuove assunzioni, eliminando approssimazioni su fogli di calcolo e ottimizzando la gestione delle risorse umane fin dal primo giorno di inserimento in azienda.
Cos'è la maxi-deduzione del costo del lavoro
La maxi-deduzione (o super-deduzione) è un incentivo fiscale strutturato per premiare le aziende che stabilizzano l'occupazione nel lungo periodo. A differenza dei tradizionali sgravi sui contributi previdenziali, questa misura agisce in modo diretto sulla determinazione del reddito d'impresa (IRES) o di lavoro autonomo (IRPEF).
Operativamente, il meccanismo consente all'azienda di incrementare in modo figurativo il costo del lavoro dei dipendenti neoassunti ai fini della dichiarazione dei redditi. La spesa effettiva sostenuta per la retribuzione lorda e gli oneri accessori obbligatori viene maggiorata prima di essere sottratta dai ricavi. Il risultato finale è una sensibile riduzione della base imponibile, che genera un risparmio proporzionale sulle imposte da versare allo Stato a fine anno, liberando liquidità fondamentale per l'operatività quotidiana della PMI.
Maxi-deduzione: a chi spetta e requisiti
L'agevolazione si rivolge in maniera trasversale ai datori di lavoro del settore privato che calcolano il proprio reddito in modalità analitica, comprendendo società di capitali (SRL, SpA), società di persone (SNC, SAS), imprese individuali e professionisti associati. Restano categoricamente escluse le realtà in regime forfettario o le aziende attualmente soggette a procedure concorsuali per crisi d'impresa.
Per blindare il diritto all'agevolazione e superare indenni eventuali accertamenti fiscali, l'azienda deve rispettare tre requisiti normativi stringenti.
Operatività pregressa: l'agevolazione non spetta ai soggetti che hanno avviato l'attività nei 365 giorni precedenti l'inizio del periodo d'imposta per cui si chiede il beneficio.
Incremento occupazionale: il numero totale dei lavoratori in forza a fine anno deve risultare superiore alla media occupazionale registrata nell'esercizio precedente. Il beneficio spetta inoltre solo se cresce anche il numero complessivo dei lavoratori, conteggiando tutte le forme contrattuali.
Regolarità normativa e documentale: l'impresa deve possedere un Documento Unico di Regolarità Contributiva (DURC) valido, rispettare integralmente il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro (CCNL) di riferimento e adempiere a tutte le normative vigenti in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro.
Le percentuali di maggiorazione (120% e 130%)
La normativa articola la deduzione fiscale in due scaglioni ben distinti, pensati appositamente per incentivare l'inclusione di specifiche categorie anagrafiche e sociali nel mercato lavorativo.
Deduzione standard al 120%
Questa aliquota si applica a tutte le nuove assunzioni a tempo indeterminato che generano un reale aumento dell'organico aziendale, senza vincoli legati all'età o al genere del candidato. Il costo del personale regolarmente iscritto a bilancio viene fiscalmente maggiorato del 20%. Di fatto, per ogni 100 euro spesi per retribuire la risorsa contrattualizzata, l'impresa porta in deduzione dal proprio reddito ben 120 euro.

Deduzione potenziata al 130%
La maggiorazione sale al 30% quando l'assunzione riguarda lavoratori meritevoli di maggiore tutela, individuati dall'Allegato 1 del D.Lgs. 216/2023:
persone con disabilità o appartenenti alle categorie protette;
giovani under 30 ammessi agli incentivi per l'occupazione giovanile;
donne con almeno due figli minori, oppure donne vittime di violenza inserite nei percorsi di protezione;
lavoratori molto svantaggiati, privi di un impiego regolarmente retribuito da almeno 24 mesi;
ex percettori del reddito di cittadinanza privi dei requisiti per l'Assegno di inclusione.
Gli altri incentivi alle assunzioni 2026
Accanto alla maxi-deduzione che agisce sul bilancio fiscale di fine anno, le imprese possono sfruttare specifiche leve contributive che incidono direttamente sulla quota INPS mensile. Questi incentivi riducono l'importo da trattenere o versare ogni mese tramite la busta paga. Nel 2026, gli esoneri più incisivi a disposizione dei titolari d'azienda sono i seguenti.
Esonero strutturale under 30: riduce del 50% i contributi a carico del datore, entro un tetto di 3.000 euro l'anno, per 36 mesi, sulle assunzioni a tempo indeterminato di under 30 mai assunti prima con questa forma contrattuale.
Esonero per l'assunzione di madri con tre o più figli: introdotto dalla Legge di Bilancio 2026, azzera i contributi a carico del datore entro un tetto di 8.000 euro l'anno, per chi assume dal 1° gennaio 2026 donne madri di almeno tre figli minori di 18 anni, prive di un impiego regolarmente retribuito da almeno sei mesi. La durata è di 12 mesi per il tempo determinato, 18 mesi in caso di trasformazione e 24 mesi per il tempo indeterminato. Le modalità operative sono affidate a un decreto attuativo.
Esonero per over 50: riduce del 50% i contributi a carico del datore per 18 mesi, in caso di assunzione a tempo indeterminato di lavoratori con più di 50 anni disoccupati da oltre 12 mesi.
Sostegno per chi assume percettori di NASpI: riconosce all'impresa un contributo mensile pari al 20% dell'indennità di disoccupazione residua che il lavoratore avrebbe ancora percepito.
Esonero ZES Unica Mezzogiorno: la Legge di Bilancio 2026 ha stanziato risorse per un esonero parziale dei contributi a carico del datore sulle assunzioni a tempo indeterminato e sulle trasformazioni effettuate nel 2026 nelle regioni della ZES Unica. La durata massima è di 24 mesi e misura e requisiti sono demandati a un decreto attuativo.
Maxi-deduzione e incentivi: la cumulabilità
Il valore di queste misure sta nel fatto che possono essere applicate insieme. Spesso le aziende, o gli uffici amministrativi, temono incompatibilità tra i diversi strumenti e finiscono per rinunciare a un risparmio del tutto legittimo.
La maxi-deduzione agisce esclusivamente in via retrospettiva sul reddito imponibile a fine esercizio (IRES o IRPEF). Gli esoneri contributivi, al contrario, abbassano in tempo reale gli oneri sociali versati mensilmente all'INPS. Non essendoci alcuna sovrapposizione tra imposte dirette e contribuzione previdenziale, le aziende strutturate possono applicarli simultaneamente sulla medesima risorsa assunta. Assumere a tempo indeterminato una lavoratrice under 30 in una regione del Mezzogiorno, per esempio, consente di abbattere buona parte dei contributi mensili e, allo stesso tempo, di maggiorare del 30% la deduzione del suo costo a fine anno.
Quanto la maxi-deduzione incide sul costo del lavoro
Per dare un riferimento concreto su quando la deduzione pesi sul costo del lavoro complessivo, ipotizziamo una tipica società di capitali soggetta all'aliquota IRES ordinaria del 24%, che assume a tempo indeterminato una risorsa con un costo annuo a bilancio di 30.000 euro.
Condizione Applicata | Base di Costo Deducibile | Risparmio Fiscale (IRES al 24%) | Vantaggio rispetto alla deduzione ordinaria |
Deduzione ordinaria (100%) | 30.000 € | 7.200 € | Nessuno |
Deduzione Base (120%) | 36.000 € | 8.640 € | + 1.440 € / anno |
Deduzione Potenziata (130%) | 39.000 € | 9.360 € | + 2.160 € / anno |
A questo risparmio annuo sulle imposte si aggiunge il taglio dei contributi mensili generato dagli esoneri, stimabile ad esempio in circa 3.000 euro l'anno di sgravio INPS sull'under 30 per tre anni. Sommando le due leve, il risparmio sui costi diretti per una singola risorsa può superare i 10.000 euro nell'arco del triennio. Applicata all'intero piano di assunzioni, la stessa logica permette di programmare le nuove risorse come un investimento misurabile e non come un costo subito a consuntivo.ia.
Maxi deduzione: FAQ
Fino a quando è valida la maxi-deduzione?
L'incentivo fiscale legato alla maggiorazione del costo del lavoro ha natura pluriennale per garantire stabilità agli investimenti privati. A fronte delle recenti disposizioni governative, la misura copre interamente i periodi d'imposta 2025, 2026 e si estende ufficialmente a tutto il 2027.
Quali assunzioni danno diritto all'agevolazione?
Il beneficio normativo si applica unicamente alle assunzioni di dipendenti inquadrati con contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. Sono pienamente inclusi i contratti a tempo parziale (part-time), il cui costo rileva sempre proporzionalmente all'orario svolto, e i lavoratori assunti in regime di apprendistato.
È cumulabile con gli esoneri contributivi?
Sì, senza alcuna restrizione. La maxi-deduzione interviene unicamente sull'imponibile rilevante per le imposte dirette, mentre gli esoneri INPS alleggeriscono l'impatto dei contributi previdenziali sui cedolini mensili. L'azienda ha pieno diritto di applicarli simultaneamente e sulla stessa matricola aziendale.
Vale anche per le trasformazioni a tempo indeterminato?
Assolutamente sì. La stabilizzazione formale di un contratto da tempo determinato a tempo indeterminato effettuata durante il corso dell'anno garantisce il totale accesso all'agevolazione. Ai fini del calcolo della super-deduzione, verranno presi in considerazione esclusiva i costi sostenuti dalla data esatta di conversione del contratto, a patto che l'operazione contrattuale supporti l'incremento netto dell'organico rispetto all'anno solare precedente.
Il consiglio per un'amministrazione aziendale efficiente
Accedere a queste agevolazioni richiede dati ordinati. L'incremento occupazionale netto, le date di scadenza dei contratti a termine da convertire, le ore dei contratti a tempo parziale: quando queste informazioni vivono su fogli di calcolo separati, il rischio di errori e di benefici persi cresce.
Tenere aggiornata l'anagrafica del personale e monitorare le scadenze contrattuali con uno strumento dedicato riduce questo rischio e semplifica il confronto con il consulente del lavoro in fase di chiusura. Una gestione ordinata delle scadenze HR permette di arrivare alla dichiarazione con resoconti chiari e dati pronti da elaborare.

















