Congedo di paternità: come gestirlo in azienda

Gestire l'assenza di un dipendente per la nascita di un figlio richiede un controllo preciso delle scadenze e una comunicazione fluida tra lavoratore, amministrazione e Inps. Un errore nel calcolo dei giorni o una notifica in ritardo possono tradursi in ricalcoli in busta paga, contestazioni del dipendente e flussi Uniemens da rettificare. In questa guida analizziamo la normativa attuale e le procedure operative per gestire il congedo di paternità senza intoppi.
Le diverse forme di congedo paterno: una panoramica
La tutela della genitorialità per i padri lavoratori si articola su tre livelli normativi distinti, ciascuno con regole proprie di attivazione e retribuzione. Il quadro di riferimento è il D.Lgs. 151/2001 (Testo Unico delle disposizioni legislative in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità), aggiornato dal D.Lgs. 105/2022 che ha reso strutturale il congedo obbligatorio. Distinguere le tre categorie è il primo passo per un'amministrazione del personale corretta.
Congedo obbligatorio: il periodo minimo e irrinunciabile garantito dalla legge.
Congedo alternativo: previsto solo in casistiche gravi, sostituisce integralmente il congedo di maternità.
Congedo parentale: la fase facoltativa e flessibile successiva ai periodi obbligatori.
Il congedo di paternità obbligatorio: durata e disciplina
Il congedo di paternità obbligatorio, disciplinato dall'art. 27-bis del D.Lgs. 151/2001, garantisce al padre lavoratore 10 giorni lavorativi di astensione (elevati a 20 in caso di parto plurimo). L'indennità è pari al 100% della retribuzione, generalmente anticipata dall'azienda e successivamente conguagliata con l'INPS.
Il lavoratore può usufruire di questi giorni in un arco temporale preciso: dai due mesi precedenti la data presunta del parto fino ai cinque mesi successivi alla nascita (o dall'ingresso in famiglia in caso di adozione o affidamento). I giorni possono essere fruiti anche in via non continuativa, ma la normativa vieta il frazionamento a ore. Per l'HR, questa flessibilità si traduce in una pianificazione più complessa: tracciare correttamente ogni singola giornata richiede un sistema di gestione delle assenze che distingua causali e percentuali di indennizzo senza margine di errore.
Cosa deve fare il dipendente per richiedere il congedo
La responsabilità dell'attivazione ricade sul dipendente, che deve comunicare formalmente all'azienda i giorni in cui intende assentarsi. La prassi e i CCNL richiedono solitamente un preavviso di almeno 15 giorni lavorativi, ove possibile. Se il parto avviene in anticipo rispetto alla data presunta, la notifica deve essere trasmessa all'azienda contestualmente all'evento.
Oltre ad avvisare il datore di lavoro, il dipendente (o l'azienda, in base alle modalità operative) deve trasmettere l'apposita domanda all'INPS tramite i canali telematici ufficiali.
Gli adempimenti del datore di lavoro
Il datore di lavoro non ha potere discrezionale: il congedo di paternità è un diritto inalienabile e l'azienda ha l'obbligo di concederlo. Dal punto di vista amministrativo, l'ufficio HR deve:
tracciare l'assenza nel sistema di rilevazione presenze, utilizzando la causale corretta per garantire l'integrità dei dati;
anticipare l'indennità in busta paga, salvo rari casi in cui è previsto il pagamento diretto da parte dell'INPS;
recuperare le somme anticipate tramite il flusso Uniemens mensile.

Il congedo di paternità alternativo
Il congedo di paternità alternativo entra in vigore solo al verificarsi di eventi gravi che impediscono alla madre di prendersi cura del neonato. Spetta al padre lavoratore in caso di decesso, grave infermità della madre, abbandono del minore o affidamento esclusivo al padre.
In questo scenario, il padre assorbe i diritti della madre e si astiene dal lavoro per l'intera durata del congedo di maternità non fruito (fino a 5 mesi), con un'indennità economica pari all'80% della retribuzione.
Dopo il congedo di paternità: il congedo parentale
Esauriti i giorni di congedo obbligatorio, la gestione del personale deve essere pronta a tracciare il congedo parentale. I genitori hanno diritto a un periodo complessivo di assenza che, combinato, può raggiungere i 10 o 11 mesi (a seconda della ripartizione scelta).
Le recenti Leggi di Bilancio hanno potenziato l'indennità economica nei primi anni di vita del bambino. Per i congedi parentali fruiti entro il sesto anno di età, l'INPS riconosce:
due mesi al 80% della retribuzione, uno spettante alla madre e uno al padre, non trasferibili tra i due genitori;
un ulteriore mese all'80% per il 2024 (elevato dal precedente 60% per effetto della L. 213/2023, con conferma per gli anni successivi nelle finestre previste dalle Leggi di Bilancio);
i mesi residui al 30% della retribuzione, fino al raggiungimento del tetto complessivo previsto dalla normativa.
È quindi compito di chi si occupa di HR in azienda di verificare puntualmente la finestra di fruizione dichiarata dal dipendente, per applicare la corretta percentuale di indennizzo in busta paga.
Gestire il congedo di paternità con un software HR
Nelle aziende meno strutturate, la gestione delle comunicazioni e dei giorni di permesso genera colli di bottiglia amministrativi. Per chi gestisce le risorse umane, la transizione verso strumenti digitali trasforma un'attività a basso valore aggiunto in un processo automatizzato di pochi clic, permettendo finalmente di abbandonare i fogli Excel e le email sparse.
Adottare un software per la gestione del personale come Fluida significa avere un processo tracciato dall’inizio alla fine. Ecco cosa cambia operativamente:
il dipendente notifica l'assenza direttamente dall'app, e la comunicazione arriva in contemporanea all'HR e al responsabile di reparto senza passaggi intermedi;
l'HR dispone di un pannello di controllo che mostra in tempo reale chi è assente e con quale causale, abilitando una pianificazione dei turni e dei carichi di lavoro più accurata;
i dati di assenza sono pronti per essere esportati al consulente del lavoro con un clic, eliminando gli errori di trascrizione che generano i cedolini da correggere;
questo metodo assolve inoltre agli obblighi di trasparenza e protezione dei dati previsti dal GDPR, limitando l'accesso alle informazioni sensibili ai soli diretti interessati;
Il risultato è meno tempo dedicato a rincorrere informazioni e meno disallineamenti con le elaborazioni paghe.
Congedo di paternità: domande frequenti
Quanti giorni spettano oggi al padre per il congedo obbligatorio?
Attualmente spettano 10 giorni lavorativi retribuiti al 100%. In caso di parto plurimo (es. gemelli), i giorni a disposizione raddoppiano e diventano 20.
Si può rifiutare il congedo di paternità a un dipendente?
No, il rifiuto non è ammesso dalla normativa. Trattandosi di un obbligo di legge e di un diritto del lavoratore, l'azienda non può negarne la fruizione. Eventuale ostruzionismo o rifiuto espongono il datore di lavoro a sanzioni amministrative.
Il congedo di paternità si conta come lavoro effettivo ai fini di ferie e tredicesima?
Sì, i giorni trascorsi in congedo di paternità obbligatorio sono validi a tutti gli effetti come lavoro effettivo. Non bloccano quindi la maturazione dei ratei di ferie, permessi, tredicesima (o quattordicesima) e TFR.
Cosa succede se il padre non utilizza tutti i giorni di congedo?
Poiché si tratta di una misura obbligatoria a tutela della genitorialità, il dipendente è tenuto a fruirne. Non è prevista alcuna monetizzazione per i giorni non goduti e il mancato rispetto di tale obbligo può generare irregolarità per l'azienda in caso di ispezione.
Il congedo di paternità è cumulabile con il congedo parentale?
Sì, le due misure sono del tutto distinte e cumulabili. Il padre può usufruire dei 10 giorni obbligatori indipendentemente dalla richiesta del congedo parentale facoltativo, purché avvenga entro i limiti temporali stabiliti.
Cambia qualcosa per i lavoratori a tempo determinato?
I lavoratori con contratto a tempo determinato hanno diritto al congedo di paternità obbligatorio con le stesse regole e tempistiche previste per i lavoratori a tempo indeterminato. L'indennità INPS è erogata in proporzione al periodo di contratto attivo: in caso di cessazione del rapporto durante la fruizione, il diritto residuo decade insieme al contratto.

Gestione presenze
La soluzione per gestire le richieste di ferie e permessi, tracciare straordinari, giorni di malattia, e tutti i dati relativi alle presenze in azienda














