Uso del veicolo per trasferta aziendale: calcolo costo chilometrico e tabelle ACI

Quando il lavoratore va in trasferta con la propria auto ha diritto al rimborso chilometrico in busta paga secondo le tabelle che l’Automobile Club Italia pubblica ogni anno sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica.

Trasferta di lavoro: auto propria o aziendale?

Il datore di lavoro può mandare il lavoratore in trasferta garantendogli l’utilizzo dell’auto aziendale oppure permettendogli di usare la propria auto privata. In questo secondo caso, il dipendente ha diritto ad una indennità di trasferta che nello specifico è un rimborso chilometrico calcolato sulla base delle tabelle denominate “rimborso chilometrico ACI”  che verrà erogato in busta paga.

In virtù delle suddette tabelle e per ogni tipologia di veicolo, l’Automobile Club Italia (ACI) prevede delle tariffe, diversificate in base alla marca, all’alimentazione e alla categoria di appartenenza dell’auto.

Rimborso chilometrico ACI: le tariffe

Le tabelle elaborate dall’ACI e dall’Agenzia delle Entrate sono pubblicate in Gazzetta Ufficiale a cadenza annuale entro il 31 dicembre e costituiscono il riferimento necessario per il calcolo dell’importo dei rimborsi chilometrici erogati ai lavoratori dipendenti per i veicoli concessi in uso promiscuo. Per i valori del 2021, si veda la Gazzetta Ufficiale 317/2020 – S.O. 42/2020.

Dal 2020, contrariamente a quanto avveniva prima, la pubblicazione delle tabelle sul rimborso chilometrico avviene con cadenza semestrale. Le tabelle, inoltre, vengono costantemente aggiornate sul sito dell’ACI e, pertanto, è consigliato verificarne la presenza con periodicità.

Come fare il rimborso chilometrico: quali parametri inserire

Come detto, i costi chilometrici sono necessari per quantificare l’importo dei rimborsi che spettano ai dipendenti o professionisti che utilizzano il proprio veicolo svolgendo attività per datore di lavoro.

Con il calcolo dei costi chilometrici è possibile visualizzare i valori relativi ad ogni singolo veicolo, selezionando i seguenti parametri:

  • categoria di veicoli (autovettura, motociclo, ciclomotore, fuoristrada e autofurgone);
  • elenco brand auto (Alfa Romeo, Fiat, Bmw, ecc..);
  • alimentazione (benzina, gasolio, GPL, metano, …);
  • data di calcolo (a partire dal 01-01-2018).

Costi chilometrici: quali spese sono incluse

I rimborsi chilometrici coprono le spese relative a:

  1. costi proporzionali all’utilizzo del veicolo (costo del carburante, manutenzione e riparazione, costo degli pneumatici, ecc.);
  2. costi non proporzionali, ossia indipendenti dal reale utilizzo del mezzo (assicurazione e bollo auto).

Il rimborso chilometrico concorre al reddito?

In linea generale, i rimborsi chilometrici per il lavoratore non costituiscono remunerazione e, di conseguenza, non concorrono alla formazione di reddito imponibile. Questa esenzione non è, tuttavia, applicabile nel caso di rimborsi chilometrici relativi a trasferte sul territorio comunale.  Qui occorre tassare anche le somme ricevute per i citati spostamenti.

Trattamento fiscale per l’azienda

Per ciò che riguarda il trattamento fiscale dei costi chilometrici in capo al datore di lavoro si fa riferimento all’art. 95 del TUIR. In particolare, la deducibilità è limitata al costo di percorrenza relativo ad auto di potenza non superiore a 17 cavalli fiscali (alimentazione a benzina), o 20 se auto con motore diesel. Nel caso di veicoli con potenza superiore la deduzione viene ridotta.

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